Jugoslavia - Francia

Di spalle, Jean Baratte
11 dicembre 1949, Stadio Comunale, Firenze
Coppa Rimet - spareggio di qualificazione
Tabellino | Video (Luce) [1:56]

"Ha proprio un aspetto strano questo incontro internazionale di cui tutti parlano e per cui nessuno si agita. Esso mette in luce come la qualità principale di questo nostro sport sia, in quanto a diffusione e interesse del pubblico, in difetto. Il campanilismo muove le nostre folle e le fa delirare. Quando non si ha da parteggiare per nessuno che stia a cuore, allora si guarda con aria strana alla gente che, come i francesi, in questo caso camminano per le strade con le coccarde e in colonna. Sono qui tutti gli interessati alla contesa: la squadra jugoslava da poco meno di una settimana, la squadra francese da ieri sera. Più numerosi come giocatori i primi, diciotto, più discreti al proposito i secondi, quattordici. I francesi hanno mandato un maggior numero di sostenitori invece: si calcola che quando saranno giunti tutti coloro che della causa calcistica gallica hanno passione, il loro numero supererà i tremila. I jugoslavi non avranno un grande seguito diretto: qualche scarso centinaio di persone in tutto" (Vittorio Pozzo, 'La Stampa', 11 dicembre 1949).
Chi la spunterà? Beh, chi si ricorda qualcosa della coppa disputata in Brasile lo indovinerà facilmente.

FC Bayern München - Borussia Mönchengladbach

Duello epocale
8 dicembre 1973, Olympiastadion, München
Bundesliga - 17ma giornata
TabellinoHighlights [4:00]

Borussia Mönchengladbach - FC Internazionale Milano

L'ultimo istante di una partita infinita
1° dicembre 1971, Olympiastadion, Berlin
Coppa dei campioni - ottavi di finale (gara di ritorno)
Tabellino | Full match

"La lunga battaglia dell'Inter contro il Borussia è finalmente vinta. I nerazzurri si sono liberati dei tedeschi e  proseguono il loro cammino nella Coppa dei campioni. Già a San Siro avevano dimostrato la  faisità del 7-1 di  Moenchengladbach. Ora sono venuti a confermarla in Germania. Accolti al grido di 'ladri, ladri', i  nerazzurri sono usciti fra gli  applausi dei tedeschi, incantati non dalla partita, che è stata modesta, ma dalla esemplare interpretazione tattica con cui la squadra campione d'Italia ha bloccato il Borussia,  affiancandolo, logorandolo,  imprigionandolo, eliminandolo. I tedeschi accusano gli italiani di aver praticato un gioco troppo  duro, accusano l'arbitro di  eccessiva benevolenza verso i nerazzurri, ma l'esattezza del  verdetto non è discutibile.  L'orgoglio ed il temperamento  dell'Inter hanno vinto ancora" (Gino Palumbo, Corriere della Sera, 2 dicembre 1971).

Stade de Reims - Burnley FC

30 novembre 1960, Parc des Princes, Paris
Coppa dei campioni - ottavi di finale (ritorno)
Tabellino | Full matchAltro * | Highlights

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Manotazo

Schegge
Barcellona – Mourinho 5-0
29 novembre 2010, Camp Nou, Barcellona
Video

SSC Napoli - AC Milan

Careca perfeziona la goleada partenopea
27 novembre 1988, Stadio San Paolo, Napoli
Serie A - 7ma giornata
Tabellino | Full match | Highlights

"Resisto male alla tentazione di recitare un requiem per il Milan. L'ho veduto malmenare a Napoli nel più barbino, anzi sconcio dei modi ... Righetto Sacchi dà l'impressione di aver trascurato lo studio degli spazi nel suo nuovo trattato pedatorio. Il Milan vige solo quando lo anima evidente eretismo podistico: se gli vien meno la lena, gli schemi non lo sorreggono guari. Anche questo è stato puntualmente scritto a suo tempo. Oggi il Milan è squadra psicofisicamente logora. I suoi infortunati sono molti (come è vero che la stanchezza impedisce di evitare i colpi). E coloro che non lamentano traumi giocano male. Il divino Van Basten sbaglia come un brocco qualsiasi; Baresi II cicca addirittura alla stregua d'un broccaccio. Decisamente, Righetto Sacchi non si è accorto di avere in mano una squadra mezzo morta: è sceso al San Paolo ed ha attaccato per tutta una mezz'ora! Ha così lasciato ai napoletani spazi immensi, colpevoli, da irose ombrellate in capa. In questi inauditi spazi sono dilagati gli ospiti attivi, impostati secondo l'aureo modulo italiano. Maradona si è persino inventato acrobata arguto per uccellare Galli, fin troppo onesto in uscita; il sempiterno Maradona, pupillo prediletto di Eupalla, ha indotto a oscena ciccata Baresi II, uno dei migliori indigeni in assoluto: alle spalle di Baresi II era in agguato Careca, che ha fatto il 2-0. Erano gli ultimi istanti del primo tempo. Nel secondo, sempre il Milan a biascicare calcio lento e risaputo senza mai concludere; Carnevale in contropiede (pure!) da metà campo e gol di Francini che l'ha seguito. Sul 3-0, Giuseppino Smorto nostro guardone particolare al San Paolo nota con fondata meraviglia che sia Careca sia Carnevale arretrano spesso a difesa: ne deduce che la squadra del Napoli è davvero degna di questo nome: che è convinta di sé e del proprio tecnico insigne. Alla fine Careca fa mezzo campo con la palla al piede e ridicolizza Tassotti che, non avendo l'impiccio della palla, tuttavia non riesce a raggiungerlo. Personalmente fuggo dall'ufficio di Aldone De Martino alla Rai quando viene perpetrato il 3-0. Ingiurio mentalmente Righetto Sacchi, colpevole ai miei occhi di presunzione pari alla leggerezza. Ecco il suo maledetto limite: mi dico: non sapere ancora di aver gente cotta alle proprie dipendenze, non adeguare gli schemi a questa condizione disastrosa, non avere umiltà: disprezzare a torto marcio il modulo italiano, generoso di trionfi con tutte le prime del campionato e delle coppe. Staccato di ben 5 punti dopo 7 giornate, il Milan è ora sospeso fra campionato e Coppa Campioni. Qualuno pensa che gli convenga propendere per le fatiche di minore durata. Mediti bene Capitan Berlusconi prima di chiamar a decidere i suoi tecnici, e intanto smaltisca l'amarezza di dover constatare che anche i suoi satanassi sono uomini, dunque soggetti a stancarsi come tutti" (Gianni Brera, "La Repubblica", 29 novembre 1988)

Italia - Romania

Aristide Guarneri al contrasto
26 novembre 1966, Stadio San Paolo, Napoli
Campionato europeo - qualif. (gruppo 6)
Tabellino | Highlights

Inizia il campionatino che qualificherà una squadra ai quarti dell'europeo. Gli azzurri sono nelle mani di Helenio, assistito da Valcareggi. Degli undici in campo al San Paolo, otto sono interisti, due del Napoli (geo-politica) e uno della Juve. La partita si mette in discesa per noi grazie a un 'gol-fantasma'. Su tiro senza pretese di Mazzola, il portiere Datcu ha bloccato malamente il pallone, lasciandoselo sfuggire. La goal-line technology diede un responso ineccepibile. Forse.

La pennellata di Sant'Andrea da Brescia

Andrea Pirlo festaggia l'ennesimo capolavoro
Schegge
La "foglia morta" di Andrea
10 novembre 2013, Juventus Stadium, Torino
Serie A
VideoAltre punizioni

«È stato qualcosa che non avevo mai visto prima; un calcio di punizione strano e unico. Ha tirato dritto per dritto, con grande forza; Pirlo ci aveva abituato a colpire il pallone di mezzo interno o di interno, con rincorsa che partiva lievemente da sinistra rispetto al pallone; invece questa volta ha cambiato tutto. La palla si è abbassata più tardi del solito, all'ultimo momento: è come se avesse sentito che si stava avvicinando la traversa ed è scesa, giusto per superare Reina. Se dovessi dare una definizione al colpo di Pirlo, direi che è stata una foglia morta da corsa. Gli chiederò come ha fatto. Voglio capire bene. Conteranno anche i palloni, che sono più leggeri rispetto ai miei tempi, ma è stata una grandissima giocata» (Mario Corso).

AFC Ajax - 1. FC Nürnberg

Wilhelmus "Wim" Suurbier
2 ottobre 1968, Olympisch Stadion, Amsterdam
Coppa dei campioni - sedicesimi di finale (ritorno)
Tabellino | Full matchHighlights [4:07]

New York Cosmos - Santos FC

1 ottobre 1977, Giants Stadium, New York
Farewell match
Tabellino e sintesi [57:32] | altro video | Gallery (GettyImages)

"E' sfato il più grande di tutti, il re. Il delirio della folla, la ricchezza, il trionfo, la leggenda. Per descrivere la sua gloria è stato usato ogni aggettivo, ogni aforismo, ogni metafora. Pelé amato, invidiato, idolatrato, vivisezionato, Pelé studiato, criticato, dato cento volte per finito. Intervistato, fotografato. Per veni'anni Pelé e il calcio sono stati una sola cosa, forse ne dovranno passare altrettanti prima che qualcun altro possa raccoglierne eredità ed onori. Questa sera Edson Arantes do Nascimento, l'antico piccolo lustrascarpe di Baurù, darà l'addio. Nel Giants Stadlum di New York settantamila persone in piedi saluteranno per l'ultima volta l'esibizione in campo del brasiliano più famoso del mondo. Poi i Cosmos, quasi in segno di lutto sportivo, metteranno sotto vetro la maglia numero dieci, che non sarà più indossata da nessuno. Davanti ai teleschermi, almeno 500 milioni di persone vedranno il terreno di gioco circondato dai fotografi, e le cerimonie d'addio e la commozione e i vecchi campioni venuti a rendere omaggio al più grande di tutti, al re. Pelé indosserà nel primo tempo la maglia del Cosmos, nel secondo quella del Santos. la squadra della sua giovinezza e della sua gloria ... L'imponente apparato organizzativo della Warner Communications ha preparato tutto per bene. Splendide ragazze, scenografia perfetta, fasto e colore dietro cui si nascondono interessi pubblicitari ma anche commozione sincera. Pelé, ancora una volta, saluterà il mondo con il braccio levato e le lacrime agli occhi. Migliaia di giornalisti andranno a New York apposta per lui, ma forse il più grande di tutti, il re, preferirebbe trovarsi allo stadio di Santos davanti ai suoi vecchi tifosi impazziti di gioia e dolore: «Questo - dice - è il momento più difficile della mia vita. Se potessi, vorrei ricominciare tutto daccapo». (Carlo Coscia, 'La Stampa', 1° ottobre 1977)

Brasil - Perù

30 settembre 1975, Estadio Mineirão, Belo Horizonte
Copa América - semifinali (andata)
TabellinoSintesi [47:54] | Highlights

Italia - Svezia

29 settembre 1973, Stadio San Siro, Milano.
Amichevole internazionale
Tabellino | Highlights