Uruguay - Brasil

Leão è in palese difficoltà
27 ottobre 1983, Estadio Centenario, Montevideo
Copa América - finale (gara di andata)
Tabellino | Full match | Sintesi [15:00] | Highlights

FC Internazionale Milano - Cagliari

Gigi Riva travolge la difesa dell'Inter
25 ottobre 1970, Stadio San Siro, Milano
Serie A - 4a giornata
Tabellino | Highlights

L'ultima grande recita del grande Cagliari ha per teatro San Siro. L'Inter è squassata. Qualche giorno dopo, a Vienna, Riva si ruppe, e senza di lui la squadra rese la metà. Gigi lascia i suoi al primo posto in classifica. A fine campionato saranno settimi, e l'Inter campione d'Italia.

"Il Cagliari ha subito infilato e umiliato l’Inter a San Siro. Oltre 70.000 spettatori: se li è meritati Riva, che qui sopranomino Rombo di Tuono. Il Cagliari ha giocato mezz’ora, non di più. Poi si è rifatto alla difesa, cioè alla parte ancor oggi meno valida del proprio assetto. Il tripallico Riva avrebbe potuto segnare anche il doppio. Non ha voluto. E soprattutto non hanno voluto i suoi compagni, servendo fuori tempo in offside. Il gol di Domenghini era una battuta di dribbling un pò vivace su Vieri: entrava lemme lemme la palla in diagonale: Riva avrebbe potuto rubare il gol: l’istinto era quello: ma si è visto che d’improvviso ha ragionato, da leale atleta, e l’ha lasciata entrare. Domenghini sognava la degna vendetta: la gente insinuava facezie sui rapporti fra lui e Rombo di Tuono. Ecco qua. L’Inter ha ruminato forcing per quasi tutto l’incontro. Ha fatto pena fino a ingroppire. E qualcuno parlava senza vergogna di scudetto. Mancava Boninsegna: non poteva far altro che pena. Le sue punte erano da Codogno. Una mole di gioco spaventosa, monotona, lenta, assidua e oziosa: in area poi, il trepestare imponente di poveri guaglioni che non vorrei umiliare. Dieci passi per giungere in un’area ormai piena: e traversoni alti per i nani; tocchi liberatori per i nesci. Due tre palle-gol sciupate: Ma erano colpi di risposta a un knock down ripetuto tre volte, cioè quanto basta perché l’arbitro abbia a sospendere per manifestata inferiorità..." (Gianni Brera, Il mio Gigi Riva Rombo di Tuono ha distrutto l'Inter-Codogno, "Guerin Sportivo", 26 ottobre 1970).

Borussia Mönchengladbach - Juventus FC

Che squadra!
(non che la Juve fosse da meno, sulla carta)
22 ottobre 1975, Rheinstadion, Düsseldorf
Coppa dei campioni - ottavi di finale (gara di ritorno)
Tabellino | Sintesi [70 min. circa]

Cagliari - Club Atlético de Madrid SAD

21 ottobre 1970, Stadio Sant'Elia, Cagliari
Coppa dei campioni - ottavi di finale (andata)
TabellinoHighlights (frammenti)



Hamburger SV - Santos FC

Pelé la mette all'incrocio
20 ottobre 1962, Volksparkstadion, Hamburg
Friendly match
Tabellino e full matchHighlights (BP) [2:29]

Una buona occasione per vedere il Pelémannschaft - come lo definisce il telecronista tedesco -, in questa una famosa amichevole 
Un bianco e nero di ottima qualità.

Wales - Iceland

14 ottobre 1981, Vetch Field, Swansea
Campionato del mondo - qualif. (Europa, gr. 3)
Tabellino | Full match | Highlights

Il bombardiere dei Fohlen

Schegge
La spingarda di Bonhof
11 ottobre 1978, Stadion Evžena Rošického, Praha
Rainer Bonhof giocava, negli anni '70, per la nazionale tedesca e per un club che, se in giornata di vena, era in grado di radere al suolo qualsiasi avversario: il Borussia di Mönchengladbach. Le selvagge cavalcate di Netzer, e le bordate da trenta metri di Bonhof (chiedere lumi a Ray Clemence): negli stadi dove i neroverdi si sono fermati una notte, si respira ancora il senso di paura. A quei tempi, il Bayern vinceva di più, era compagine più classica, si specchiava nell'eleganza del Kaiser e nella rapinosa leggerezza di Müller. Il Borussia era diverso. Spaventava, semplicemente. E, spesso, era Bonhof a suonare la carica. E a sfondare le reti con i suoi leggendari calci di punizione.

AFC Ajax - CA Independiente de Avellaneda

28 settembre 1972, Olympisch StadionAmsterdam
Coppa intercontinentale - gara di ritorno
Tabellino | Ampia sintesi [73:45] | AltraHighlights


Svezia - Germania Ovest

26 settembre 1965, Råsunda Fotbollstadion, Solna
Coppdel mondo - qualificazioni (Europa gr. 2)

Italia - Messico

Bonimba stretto in un abbraccio
da Giacinto e dal Golden
25 settembre 1971, Stadio Marassi, Genova
Friendly match
Tabellino | Highlights

"Il Feroce Saladino, cioè il solito Boninsegna, ha evitato agli azzurri, ma soprattutto a Valcareggi, una figuraccia. Questa Nazionale sembra, più che una squadra, un'incubatrice di giochi possibili, ma ancora mai raggiunti. A furia di spostamenti cervellotici in campo, gli uomini, per ritrovarsi, devono ogni volta subire un rodaggio che spazienta pubblico e critica. Per lunghi tratti, oltre che noiosa, la gara è stata indisponente e troppi nostri giocatori sono apparsi soltanto un complesso di uomini tra loro sconosciuti e quindi costretti alla perenne, precaria ricerca di sé. Non possiamo onestamente parlare dei messicani, che non tirano in porta, manovrano per schemi monotoni ed hanno un solo uomo di classe, il centravanti (su cui Spinosi ha dovuto faticare parecchio). Dobbiamo parlare esclusivamente degli azzurri, obbligati a inventare e strappare se stessi dai cavilli del loro commissario tecnico il quale oggi può in cuor suo ringraziare Boninsegna come ringraziò Riva per tutto il periodo che precedette i mondiali. Un primo tempo melenso e senza genio che è vissuto soltanto sulla breve diagonale tra Corso e Mazzola; un secondo tempo con i messicani ormai svuotati e con gli azzurri bisognosi di far risultato per rimediare ai fischi. Corso ha ceduto il posto a Rivera e De Sisti a Benetti. Benché rozzo ed abituato a dialogare solo con il suo capitano rossonero, Benetti ha tuttavia contribuito a dare peso e maggiore sveltezza alle manovre azzurre, indirettamente indicando in De Sisti un elemento d'ordine però troppo ancorato alle retrovie e quindi restìo ad appoggiare le azioni in centrocampo. L'avvìo era parso quasi brillante, con Corso e Facchetti, Mazzola e Boninsegna subito in vista, ma ben presto la squadra azzurra denunciava pigrizia di idee, disinvoltura eccessiva e quasi assenteismo, oltre alle solite falle, e cioè un Cera smarrito e fluidificante in modo caotico, un Burgnich che doveva abituarsi a fare il terzino, un Bertini ancora lontano dalla buona forma e pencolante tra l'una e l'altra area come un trottatore senza padrone. Inutilmente Mazzola distribuiva cross millimetrici, inutilmente Corso cercava di stupire il pubblico con qualche numero di pura eleganza: il motore era a basso volume di giri, l'accolita messa insieme da Valcareggi dava chiaramente l'impressione di non poter resistere di fronte a una squadra autentica. Riva, servito più volte da Corso e Mazzola e dallo stesso Boninsegna, tutt'altro che egoista, appariva ancora incerto sullo slancio, non il fantasma del Riva che fu, ma un uomo che ha bisogno di riprendere confidenza con se stesso, con le doti di coraggio che facevano di lui il guerriero dei nostri campi. Lo stesso Riva, verso la metà del secondo tempo, sarebbe apparso poi già più deciso e svelto, anche se un po' troppo monotono nei suoi spostamenti al centro, di dove Boninsegna, quasi sempre, riusciva a defilarsi con intelligenza. La ripresa ha dato un minuto di «verve» e un minimo di consapevolezza virile alla squadra azzurra, che spinta sempre da Mazzola (non c'è stato un solo cross o puntata in avanti che non siano partiti dal suo piede) e sostenuta da Benetti ha approfittato della debolezza messicana oltretutto aggravata dalla fatica. Ma c'è voluta una prodezza di Boninsegna per infilare un pallone nella rete di Puente, che sino a quel momento non aveva dovuto parare un solo tiro degno di questo nome. Aveva già sfiorato il palo al terzo minuto, il nostro centravanti, con una splendida girata al volo su cross di Mazzola. Finalmente va in gol al 15': lungo traversone dell'eterno Sandrino, palla per Riva che smista a Rivera, il pallone spiovente in area è raggiunto dal piccolo ferocissimo Boninsegna con un colpo di testa che letteralmente lo svita verso l'alto. Qui gli azzurri domano per un attimo i fischi che già cominciavano a raccogliere da un pubblico commovente che li aveva fino a poco prima invocati per nome uno ad uno. E allora attaccano, magari goffamente, ciecamente, cercando il raddoppio. Al 16' c'è un bolide di Bertini che subisce una deviazione di Pena. Riva in volo di testa indirizza a rete ma il portiere messicano, in tuffo disperato, si trova a sfoggiare una deviazione miracolosa quanto casuale. E si arriva al ventesimo minuto: Riva riceve un passaggio da Benetti, difende rabbiosamente la palla benché strattonato tra tre avversari, vede Mazzola libero, gliel'appoggia, Sandrino inventa un incredibile slalom che semina tutti e gli consente di traversare un pallone d'oro: la fronte di Boninsegna ringrazia con un secco colpo di testa in gol. E qui si possono chiudere i cenni di cronaca, anche se Riva ha cercato e sbagliato il suo gol, anche se un certo orgasmo, alternato a una improvvisa rilassatezza, ha nuovamente confuso le carte dell'ultimo quarto d'ora. Il due a zero è servito? Forse solo a mettere un cerotto su una gamba di legno, se si vuol essere giusti. La squadra, questa squadra nazionale, che suscita incredibile affetto e raduna folle straordinarie, deve uscire dall'uovo e crescere alla svelta. Tutti gli esperimenti non condotti a tempo opportuno ora devono essere affrettati. I vecchi che hanno dato ma non hanno più nulla da esprimere siano onorevolmente sostituiti. Si creino blocchi di reparti con uomini abituati al loro ruolo. Persino la fantomatica coesistenza tra Rivera e Mazzola può ancora essere sostenuta: purché le idee siano chiare. Poi verrà anche Riva a realizzarle. E se tarda, Boninsegna, lui, c'è sempre, implacabile. C'è una candela in più accesa stanotte a Genova. Porta la firma di Valcareggi, che se continua così avrà bisogno di un doppio numero di santi protettori: quelli abituali, infatti, cominciano a seccarsi di tanta masochistica confusione" (Giovanni Arpino, La Stampa, 26 settembre 1971)

Italia - Portogallo

24 settembre 1980, Stadio 'Luigi Ferraris', Genova
Amichevole internazionale
Tabellino | Full match | Highlights

Santos FC - SL Benfica

Pelé: uno a zero
19 settembre 1962, Estádio do Maracanã, Rio de Janeiro
Coppa intercontinentale - gara di andata
Tabellino | Highlights [8:58]