27 novembre 1932, Stadio San Siro, Milano
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Tabellino | Video (Luce) [1:31]
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Italia - Ungheria
Hungary - Soviet Union
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| Benő Káposzta |
Coppa Rimet - quarti di finale
Tabellino | Full match | Altro * | Highlights (col)
* Registrazione (gratuita) necessaria
Nel 1962 in Cile Lev Jašin si era reso protagonista di alcune prestazioni non all'altezza della sua fama. Nel quarto di finale contro l'Ungheria giocò invece una partita magnifica contribuendo con parate decisive all'approdo in semifinale dell'Unione Sovietica.
Brazil - Hungary
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| János Farkas |
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo 3)
Tabellino | Full match | Altro * | Sintesi [14:06] | Highlights
* Registrazione (gratuita) necessaria
Garrincha si spegne nel fango (Eupallog Calendario)
Ed eccola la prima gran bella partita del Mondiale inglese (con 56 conclusioni a rete!). Si affrontano i campioni in carica e una splendida Ungheria, finalmente sgravata dal confronto con l'ombra d'oro del decennio precedente. La Seleçao è lenta nella manovra, e viene infilzata dalla rapidità e dalle folate magiare.
Pelé è acciaccato in tribuna, Garrincha è in campo ma spegne la sua luce immensa in quella che sarà la sua ultima, triste, partita con la maglia verdeoro. Dopo 12 anni il Brasile perde un match ai Mondiali (e nuovamente con i magiari ...). Trionfa l'Ungheria di Ferenc Bene, Janos Farkas e Flórián Albert, stella della sua generazione e futuro pallone d'oro.
Hongrie - Uruguay
Coppa Rimet - semifinali
Tabellino | Sintesi [60 min. circa] | Altra: 01-02-03-intera | Altra copia 01-02-03-04 | Video (MLSZ)
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| Roque Maspoli |
Sverige - Ungern
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| Kurt Hamrin |
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo 3)
Tabellino | Full match | Altro: parte 1 - parte 2 | Altro * | Highlights
* Registrazione (gratuita) necessaria
Checoslovaquia - Hungria
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| Finale di partita |
Coppa Rimet - quarti di finale
Tabellino | Sintesi [31:04] | Video (MLSZ) - Altro
Nel quarto di finale dei Mondiali 1962 tra squadre d'oltre cortina si impose di misura la Cecoslovacchia guidata da Josef Masopust su un'Ungheria su cui pesava la grandezza del passato e un presente affidato a un solo campione, Flórián Albert.
Capolinea ungherese (Eupallog Calendario)
Nel quarto di finale dei Mondiali 1962 tra squadre d'oltre cortina si impose di misura la Cecoslovacchia guidata da Josef Masopust su un'Ungheria su cui pesava la grandezza del passato e un presente affidato a un solo campione, Flórián Albert.
Capolinea ungherese (Eupallog Calendario)
Ungern - Wales
Hungría - Argentina
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| Novantesimo minuto |
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo D)
Tabellino | Highlights [1:43] | Video
Hungría - Inglaterra
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| Flórián Albert |
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo D)
Tabellino | Video (MLSZ) | Altro
Giunti alla quarta partecipazione consecutiva ai Mondiali, i Maestri potevano vantare questo score: 10 partite giocate, 2 sole vittorie e 4 sconfitte. All'esordio in Cile si trovarono di fronte l'Ungheria non più Aranycsapat. Ma le buscarono lo stesso ...
Vedi anche Ove si narra di come gli inglesi persero ancora con l'Ungheria (Eupallog Calendario)
Österreich - Ungarn
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| József Kiprich, l'eroe della serata |
Campionato del mondo - qual. (Europa, gr. 5)
Tabellino | Full match | Highlights
Deutschland - Ungarn
England - Hungary
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| Keegan, Tóth e la terna |
Campionato del mondo - qualif. (Europa, gr. 4)
Tabellino | Full match | Highlights
La partita, per gli inglesi, è piuttosto delicata. Per molte ragioni. Anzitutto, psicologiche: i magiari sono sempre uno spauracchio, e non è detto che per il fatto di essere già qualificati alla coppa del mondo si debbano mostrare arrendevoli sul campo. Secondariamente, di classifica: all'Inghilterra è sufficiente un pareggio, ma (come ben si sa), è una di quelle tipiche situazioni in cui fai presto a trovarti in difficoltà. La truppa (proprio perché forse dà per scontata la qualificazione) è rilassata (del resto a Budapest avevano vinto, complicandosi la vita facendosi mettere sotto in Romania, in Svizzera e in Norvegia), e alcuni pezzi da novanta trascorrono allegre serate nei night ubriacandosi come si conviene. Li pizzicano, ma li perdonano. "Sono uomini adulti, e non possono essere tenuti sotto chiave per una settimana", dice Ron Greenwood.
Hongrie - Brésil
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| Castilho, Kocsis, Czibor |
Coppa Rimet - quarti di finale
Tabellino | Sintesi: 01 02 03 | Video (MLSZ) | Highlights
Quando vengono in Europa a disputare i mondiali, i brasiliani ciclicamente sbroccano e cominciano a picchiare come fabbri. Gli annali pedatori annoverano perlomeno tre partite glorificate da tali prodezze.
Si ricorda, in primo luogo, la "battaglia di Bordeaux" del 12 giugno 1938 contro i cecoslovacchi: sin dai primi minuti la partita degenerò in rissa, con tre espulsi (due brasiliani), due fratture (a un braccio del grande portiere ceco Planicka, e a una gamba del connazionale Nejedly), vari altri acciaccati, supplementari 9 contro 9, e rissa finale con il coinvolgimento delle panchine [vedi].
Celeberrime saranno anche le mazzate scambiate con gli olandesi il 3 luglio 1974 a Dortmund, che originavano dalla frustrazione per la superiorità incommensurabile degli Oranje rispetto ai campioni del mondo. Anche allora, oltre a muscoli e caviglie tumefatte, un brasiliano espulso [vedi].
Ma forse la gazzarra più indegna i brasiliani la inscenarono il 27 giugno 1954 a Berna contro l'Aranycsapat. Anche in questo caso la scintilla divampò dalla frustrata presunzione brasiliana di fronte alla maestosa superiorità del calcio magiaro. Sotto di due gol al 7° minuto, i sudamericani incominciarono a randellare sistematicamente. Gli ungari non stettero a guardare e reagirono con gli interessi. Alla fine sia Nilton Santos che Bozsik, che avevano allestito un ring a centrocampo, costrinsero l'arbitro a prendere atto, al 71°, che forse era meglio che si accomodassero negli spogliatoi. Dove li raggiunse anche Humberto dopo una manciata di minuti. Quando Kocsis mise dentro il 4:2 all'88°, i brasiliani accesero una rissa gigantesca, che durò oltre due minuti, a calci e pugni. Al fischio finale, la battaglia proseguì nel tunnel e negli spogliatoi, dove volarono panche, sedie e bottiglie.
L'atteggiamento più vergognoso, come spesso accadde (e accade), fu quello della FIFA: nessuna punizione (e passi ...), ma nemmeno un biasimo o una nota ufficiale. Lo spettacolo doveva andare avanti. Nella terra madre del 18enne Sepp Blatter, che prese appunti.
Vedi anche:
- Alla discoteca del Wankdorf (Eupallog Calendario)
- Le cronache di Monsù Poss
España - Hungría
Hungary - West Germany
France - Hongrie
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| Laurent Roussey, enfant prodige |
Amichevole internazionale
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