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Sporting CP - FC Porto

11 gennaio 1982, Estádio José Alvalade
Primeira Divisão - 15a giornata
Sintesi [14:53]

AC Milan - FC Porto

Il bomber ucraino
29 agosto 2003, Stade Louis-II, Monaco
Supercoppa europea (gara unica)
Tabellino | Full match | Sintesi | Highlights

"Netta, ben più dell' 1-0, la vittoria del Milan, in una serata umida e ventosa che esalta Shevchenko. Suo il gol, un rigore tirato di testa su cross di Rui Costa. Sue le iniziative più pericolose, all'insegna di un'estrema praticità. Shevchenko è un grande semplificatore, in una squadra che a volte ha inclinazioni barocche" (Gianni Mura, La Repubblica, 30 agosto 2003).

Valencia CF - FC Porto

Nostre vecchie conoscenze
27 agosto 2004, Stade Louis-II, Monaco
Supercoppa europea (gara unica)
Tabellino | Full match | Highlights

FC Porto - AFC Ajax

13 gennaio 1988, Estádio das Antas, Porto
Supercoppa europea - gara di ritorno

CA Peñarol - FC Porto

Eduardo Pereira Martínez in giallo
11 dicembre 1987, National Stadium, Tokyo
Coppa intercontinentale (Toyota Cup)
Tabellino | Full match | Sintesi [10:52] | Highlights

AFC Ajax - FC Porto

Gil Rui Soares Barros
24 novembre 1987, Olympisch Stadion, Amsterdam
Supercoppa europea - andata
Tabellino | Full matchSintesi [16:27] | Highlights

FC Porto - Real Madrid CF

4 novembre 1987, Estádio das Antas, O Porto
Coppa dei campioni - ottavi di finale (gara di ritorno)

Real Madrid CF - FC Porto

21 ottobre 1987, Estadio Mestalla, Valencia
Coppa dei campioni - ottavi di finale (gara di andata)
Tabellino | Full match: pt. 1 - pt. 2 | Highlights | Altri

FC Porto - FC Bayern München

Le finali di Coppa dei campioni

27 maggio 1987, Gerhard-Hanappi-Stadion, Wien
Tabellino | Full match: 1° tempo - 2° tempo | Altro * | Highlights

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Riepilogo UEFA
Storie di calcio
Der Spiegel
Bundesliga Fanatic
Die Welt
Anatomia de un golo (Mais Futebol)
Up and down by TheWildBunch22


Juary, il miracolo del Porto (Licia Granello, La Repubblica, 28 maggio 1987)

"Una vittoria piena, meritata, inattesa e bellissima. I piccoli grandi uomini del Porto hanno conquistato la prima Coppa dei Campioni della loro storia, affossando i giganti rossi del Bayern, in una partita giocata con grande cuore. La formazione del Bayern è quella annunciata, invece il Porto all'ultimo momento deve rinunciare a Pacheco. Al suo posto gioca Sousa, bravissimo nella finale di tre anni fa con la Juventus. Smentendo i timori di Lattek, i portoghesi cominciano al rallentatore: lunghi passaggi in orizzontale, difea a zona, con un occhio di riguardo per Hoeness. Il massiccio Eder entra subito duro su Sousa, Ponnet lo riprende a voce. Ma i tocchi più decisi sono per Futre, ventunenne dal futuro ridente: contro le sue invenzioni i lunghi tedeschi sono spesso in difficoltà. Fra i rossi il più bravo è Kogl, anche lui nato nel ' 66, uomo agile e tecnico che i difensori portoghesi non seguono più di tanto. Al 19' Andre tira di poco a lato su bel passaggio di Quim. I tedeschi passano al 24' sfruttando una clamorosa ingenuità degli avversari. Rimessa in attacco di Pflugler, la palla s' impenna sulla testa di Magalhaes diventando assist perfetto per Kogl, che incorna a rete da pochi passi. Passa appena un minuto e lo scatenato numero 11 serve ad Hoeness la palla del raddoppio, ma il centravanti viene anticipato di un soffio. I tedeschi ora pressano, il Porto sembra una costruzione fragilissima: Mlynarczyk esce più volte fuori tempo, Inacio non riesce a fermare le galiarde incursioni del bravo Brehme sulla fascia destra. In conclusione di tempo Kogl tira forte angolato dalla destra: fuori di poco. A inizio ripresa Jorge manda in campo Juary al posto di Quim: due punte fisse e nuovo coraggio per giocarsi la coppa alla pari. Al 52 Madjer alza di un soffio una bella palla di Sousa. Al 63' Futre si scopre ancora una volta grandissimo, ma la sua conclusione dopo tre dribbling strepitosi, è fuori. Qualche minuto dopo Pfaff esce a valanga su Juary. Al 77' è pareggio. Doppio scambio fra Juary e Madjer. L' algerino insacca di tacco sulla respinta di Pfaff. I tedeschi non credono a tanto affronto e incassano quasi immobili il secondo gol dopo due minuti: ancora cross di Madjer e tocco perfetto di Juary".


AS de Monaco FC - FC Porto

Le finali di UEFA Champions League

26 maggio 2004, Veltis-Arena, Gelsenkirchen
Tabellino | Full match: 1° tempo - 2° tempo | Altro * | Highlights

* Registrazione (gratuita) necessaria

- Riepilogo UEFA
- BBC
- L'analisi di Mourinho (ma soprattutto di Villa Boas)
- SoFoot
- Up and down by TheWildBunch22



Il resoconto di Andrea Sorrentino ("La Repubblica", 27 maggio 2004)

Il Porto di Josè Mourinho chiude un fantastico anno di vittorie e nella finale di Gelsenkirchen, dentro la futuristica AufSchalke Arena, strappa al Monaco di Didier Deschamps la Champions League, dopo aver conquistato anche la Coppa Uefa nella scorsa stagione: eguagliata l'impresa del Liverpool di Paisley, protagonista della stessa doppietta nel 1976 e 1977, e bis in Champions dopo la vittoria del 1987, a Monaco di Baviera, ai danni del Bayern. 
Vittoria ineccepibile, che va a chi l'ha cercata di più e con maggiore cinismo (tre tiri, tre gol) e che costituisce, per i lusitani, il miglior viatico per gli Europei che si svolgeranno proprio in Portogallo. Ma la finale è stata noiosa, di scarsa qualità e senza spettacolo. Porto favorito, aveva detto alla vigilia Didier Deschamps. Così il tecnico francese disegna un Monaco fin troppo difensivo: Zikos arretrato davanti alla difesa per contrastare Deco, Giuly attaccante addirittura più avanzato di Morientes, il talentino Rothen sacrificato in un ruolo di pendolo sul centrosinistra, il tutto alla ricerca di un contropiede veloce che non arriverà mai. Il Porto finisce col farsi intorpidire dal non gioco dei francesi: non trova gli squilli del brasiliano naturalizzato Deco (conteso tra Bayern Monaco e Chelsea), il suo possesso palla viene spesso interrotto dal pressing e neanche il celebrato "Ninja" Derlei si nota. Qualche bagliore arriva dal piccolo brasiliano Carlos Alberto, vent'anni a dicembre, che guizza sul fianco destro del Monaco, ma è poca roba. In realtà il primo tempo della gara è una noia mortale, senza un tiro in porta per 39' e con solo un paio di emozioni, entrambe targate Giuly: al 3' il capitano viene preceduto in uscita di piede da Vitor Baia fuori dall'area, poi al 23' è costretto a uscire per un problema all'inguine (al suo posto Prso, che ha già firmato coi Glasgow Rangers). 
Il forfait di Giuly è una pessima notizia per il Monaco, che perde l'uomo più temuto dagli avversari e anche l'unica fonte di dialogo possibile per Morientes, che illanguidirà. Il Porto cresce nella seconda parte del tempo, chiama all'avanzata anche l'ottimo Paulo Ferreira sulla destra ed è da un suo cross che nasce il gol (39'): sul traversone basso Carlos Alberto cerca l'uno-due con Derlei ma la palla gli ritorna addosso per uno sciagurato tocco di Givet e a quel punto il destro a colpo sicuro, effettuato con la rapidità di un cobra, è imprendibile per Roma. Il brasiliano festeggia togliendosi la maglietta: peccato imperdonabile per il crudele arbitro danese, che ammonisce il reprobo tanto per far capire che la comprensione non abita qui. 
Col golletto in tasca, il Porto arretra il suo raggio d'azione e nella ripresa chiama il Monaco nella propria metà campo, per vedere di che pasta sono fatti questi francesi. Nulla di speciale: Vitor Baia non corre pericoli (giusto un paio di uscite alte) e il livello qualitativo della gara, ora che tocca al Monaco attaccare, scende ancora di più. Mourinho richiama Carlos Alberto per irrobustire la mediana con Alenichev e Deschamps tenta la carta dell'attaccante Nonda. Il Monaco si sbilancia troppo, ma è un comportamento che non è nelle sue corde: infatti i rossi sbracano del tutto intorno alla mezz'ora, quando con due contropiede chirurgici il Porto si prende la coppa: al 26' dopo una palla rubata nella trequarti (forse con un fallo) a Morientes, Deco avvia la fuga, dialoga con Alenichev al limite dell'area poi mette a sedere Roma con un ancheggiare da danzatrice del ventre e deposita in rete, provocando l'ira del principino Alberto di Monaco che abbandona la tribuna (ma poi tornerà); 4' dopo, il trionfo è firmato da Alenichev che stanga sotto la traversa dopo un rimpallo favorevole. E la notte è biancoblu, anche se Mourinho, che andrà al Chelsea, si sfilerà la medaglia appena conquistata e filerà negli spogliatoi invece di partecipare alle festa sul podio.


Juventus FC - FC Porto

In maglia gialla e mutandoni blu,
ma è Madama Juve
16 maggio 1984, Saint-Jakob Stadion, Basel
Coppa delle coppe - finale
Tabellino | Full match | Sintesi: parte 1 - parte 2 | Highlights

In maglia gialla e mutandoni blu, la Juventus ha la meglio sul Porto e alza la Coppa delle coppe. E' il secondo trionfo europeo della sua storia. In formazione, cinque reduci dalla finale mondiale del 1982, più monsieur Platini e il bello di notte, Zibì Boniek, il risolutore.

FC Dinamo Kiev - FC Porto

22 aprile 1987, Respublikanskiy Stadium, Kiev
Coppa dei campioni - semifinali (gara di ritorno)