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Soviet Union - Portugal

Lev Ivanovič Jašin e Eusebio
28 luglio 1966, Empire Stadium, Wembley
Coppa Rimet - finale (3° e 4° posto)
Tabellino | Full match * | Highlights

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West Germany - Soviet Union

Helmut Haller
25 luglio 1966, Goodison Park, Liverpool
Coppa Rimet - semifinali
Tabellino | Full match * | Highlights | British Pathé

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E' Concetto Lo Bello ad arbitrare la prima semifinale del Mondiale 1966. E anche lui non vede e non sente. La partita gli sfugge subito di mano trasformandosi in una caccia all'uomo di cui fanno le spese dapprima Yozhef Sabo e poi Igor Chislenko, che alla seconda entrata assassina reagisce e si becca il rosso.

Haller e Beckenbauer risolvono il match. Il futuro Kaiser si fa pure ammonire, a pena di non giocare la finalissima. Risolve la FIFA cancellando magnanimamente la sanzione.

Hungary - Soviet Union

Benő Káposzta
23 luglio 1966, Roker Park, Sunderland
Coppa Rimet - quarti di finale
Tabellino | Full match | Altro * | Highlights (col)

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Nel 1962 in Cile Lev Jašin si era reso protagonista di alcune prestazioni non all'altezza della sua fama. Nel quarto di finale contro l'Ungheria giocò invece una partita magnifica contribuendo con parate decisive all'approdo in semifinale dell'Unione Sovietica.

Swerige - Sovjetunionen

Råsundastadion
19 giugno 1958, Råsundastadion, Solna
Coppa Rimet - quarti di finale
Tabellino | Full match * | Highlights

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Uruguay - Unión Soviética

Víctor Rodolfo Espárrago Videla
e 
Anzor Amberkovich Kavazashvili
14 giugno 1970, Estadio Azteca, Ciudad de México
Coppa Rimet - quarti di finale
Tabellino | Full match * | Highlights

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Gianni Brera scrive della partita alla cieca - senza averla vista, ma solo immaginata in base al risultato - mentre stende il pezzo di cronaca della contemporanea Italia-Messico, da Toluca [vedi], per "Il giorno" [disponibile qui].

Questo il suo commento: "L'Uruguay ha sorpreso tutti battendo bellamente la Russia per 1-0. La Russia sarà stata largamente dominata a centrocampo come è fatale per tutti gli avversari dell'Uruguay e alla fine avrà lasciato il gol, non so precisare se da lontano o da vicino, un gol che ha premiato la esperienza maggiore, la personalità di questa straordinaria squadra di un Paese che ha appena due milioni di abitanti. Anche per l'Uruguay il fatto di scendere di ben 500 metri di quota è stato favorevole e senza dubbio i russi si sono trovati sul loro standard solito e avranno sofferto il caldo molto più di quanto hanno sofferto gli uruguagi. C'era poi la differenza di quota a spiegare questo gioco dei sovietici. I quali sovietici sono monotoni, puntuali, obbediscono a una geometria costante però anche priva di fantasia, cioè così puntuale nei suoi schemi da non costruire mai invenzioni di sorta. Per una difesa calibrata come quella dell'Uruguay doveva essere molto facile contenere questi schemi in fondo scontati e prevedibili".

Traspare la simpatia sempiterna del Gioânn per i suoi amati uruguagi. Accanto a lui in tribuna, a Toluca, è come sempre Omar Sivori, col quale immagina la semifinale che verrà tra Brasile e Uruguay: "a sentire Sivori, che se ne intende di calcio sudamericano, proprio gli uruguagi dovrebbero giocare lo scherzo atroce ai brasiliani fin troppo sicuri di sé e in difesa alquanto distratti proprio per tendenza naturale loro a prodigarsi solo in attacco. Secondo Sivori, che tuttavia è un compagnone allegro e non si perita di esprimere cose anche contrarie al senso logico (teniamo presente che la logica nel calcio è quasi sempre assente), Italia-Uruguay dovrebbero incontrarsi nella finale. In questo caso ancora il mio ottimismo romperebbe tutti i freni per confermare la nostra seria ipoteca sulla terza vittoria nel campionato mondiale e quindi sulla conquista definitiva della prima Coppa Rimet messa in palio addirittura nel 1930, cioè qualcosa come 40 anni fa".

Unión Soviética - Chile

Pubblico in ansia al  Dittborn
10 giugno 1962, Estadio Carlos Dittborn, Arica
Coppa Rimet - quarti di finale
Tabellino | Video [3:03]

Con una bella scarpata in faccia a Lev Yashin di Honorino Landa, lasciata impunita dall'arbitro olandese Leo Horn, i cileni misero subito in chiaro come avevano intenzione di superare il quarto di finale contro i campioni d'Europa. Tutto si risolse nella prima mezz'ora.

Unión Soviética - El Salvador

Anatolij Fedorovyč Byšovec'
10 giugno 1970, Estadio Azteca, Ciudad de México
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo A)
Tabellino | Full match * | Highlights [1:13]


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Sovjetunionen - England

Lev Ivanovič Jašin e Tom Finney
8 giugno 1958, Ullevi, Göteborg
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo 4)
Tabellino | Video [15:57] | Altro [1:31]

Unión Soviética - Bélgica

CCCP
6 giugno 1970, Estadio Azteca, Ciudad de México
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo A)
Tabellino | Full match * | Highlights

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Unión Soviética - Uruguay

6 giugno 1962, Estadio Carlos Dittborn, Arica
Coppa Rimet - fase a gironi (gruppo A)
Tabellino | Video [9:04] | Altro [2:34]

Brasil - União Soviética

21 novembre 1965, Estádio do Maracanã, Rio de Janeiro
Amichevole internazionale
Tabellino | Sintesi [54:04] | Highlights

In luglio, a Mosca, la Seleçao aveva impartito una dura lezione di calcio ai sovietici. I quali, però, ora rendono visita portandosi il portiere titolare (inutile dire chi è). Ne sortisce un bel match, nel quale ovviamente Pelé ha qualcosa da dire ai duecentomila convenuti, prima che gli ospiti prendano a loro volta la parola. Finisce con un 2-2 che ci è fortunatamente ben documentato.

Italia - Unione Sovietica

1 novembre 1966, Stadio San Siro, Milano
Friendly match
Tabellino | Highlights [8:11]


Inizia per gli Azzurri un nuovo ciclo, dopo la sventurata avventura inglese. C'è una 'commissione tecnica', in panca siedono Helenio Herrera (che è pur sempre l'allenatore dell'Internazionale) e Ferruccio Valcareggi, reduce da una onesta stagione alla guida dell'Atalanta. A San Siro l'avversario è tosto: l'Unione Sovietica, che si incontra per la quarta volta in tre anni. Finora, non si è vinto mai. Stavolta, che non conta nulla, otteniamo un successo. In campo c'è praticamente l'Inter, ma senza i suoi stranieri: otto elementi nella formazione titolare, che diventano nove quando Spartaco Landini rimpiazza Ottavio Bianchi, a un quarto d'ora dalla fine. Rivera? Escluso, e parecchia gente non la prende bene. Decide con un colpo sotto misura Aristide Guarneri, esordiente nel tabellino azzurro (resterà la sua unica tacca). "Partita di una levatura modesta anzicheno. Non meritava che si venisse da lontano per vederla. La cosa più bella che essa abbia prodotto è stata per noi la vittoria", scrive Monsù Poss. Ma cosa dice Helenio? Dice: "Questa è la vera Nazionale italiana. Avremmo potuto vincere per tre a zero, ma il punteggio non conta. Possiamo dire che questa formazione avrebbe sicuramente superato il turno di qualificazione dei campionati del mondo giungendo sino alle semifinali". Chissà, non è detto che avesse torto, in fondo.

Unione Sovietica - Italia

13 ottobre 1963, Lenin Central Stadium, Mosca
Campionato europeo - ottavi di finale (andata)

France - Uniòn Soviétique

Rinat Dasayev svetta sui comuni mortali
11 ottobre 1986, Parc des Princes, Paris
Campionato europeo - qualif. (gruppo 3)
Tabellino | Full match | Highlights

"Delusione al Parco del Principi  parigino per i quarantamila che si erano dati  appuntamento in occasione del ritorno in nazionale di Michel Platini. La Francia è stata infatti battuta dall'URSS in una partita valida per le qualificazioni europee ed ora vede terribilmente compromesse le sue possibilità di accedere alla fase finale del torneo Le reti dell'incontro, diretto dall'italiano Casarin, sono state realizzate nel secondo tempo: da Belanov al 20' e da Rats al 32'. Proprio nella ripresa i francesi sono calati vistosamente. Nel primo tempo invece, sotto la guida illuminata di un grande Platini, gli uomini di Henry Michel erano riusciti a creare buone occasioni  puntualmente sprecate da Papin. Al primo errore della retroguardia transalpina gli ospiti non hanno  perdonato raddoppiando in contropiede. Al di là del risultato, la partita ha divertito il pubblico. Ora in Europa torna ad affacciarsi il pericolo chiamato URSS" (Corriere della Sera, 12 ottobre 1986).

España - Unión Soviética

Marcelino Martínez Cao
21 giugno 1964, Estadio Santiago Bernabéu, Madrid
Campionato europeo - finale
Tabellino | Full match | Copia | Sintesi [24:13] | Highlights

Alle sei e mezza de la tarde, puntualissimo, prese posto in tribuna il Caudillo de España, accompagnato dalla consorte per assistere alla finalissima. A guidare la Nazionale era l'unico fuoriclasse presente in campo assieme a Lev Jašin, il galiziano Luis Suárez Miramontes (entrambi palloni d'oro, rispettivamente nel 1963 e 1960), che qualche settimana prima aveva guidato l'Inter alla conquista della sua prima Coppa dei campioni al Prater di Vienna.

Incurante delle polemiche, il duro allenatore della Roja, Jose Villalonga, che pure li aveva portati alla conquista della prima coppa dei campioni nel 1956, aveva deciso di lasciare a casa gli anziani fuoriclasse del Real: Francisco Gento, Luis del Sol, e Alfredo Di Stéfano (che aveva conseguentemente deciso di porre termine alla sua ineguagliabile carriera), e di puntare su una rosa di giovani di minore talento ma plasmabili a un gioco fondato sull'agonismo, sulla velocità e su un forte spirito di squadra.

Tatticamente entrambe le compagini giocavano un WM adattato a una vocazione attendista e interpretato sulla corsa. Grazie e un bel triangolo in velocità con Amancio, Suarez crossò dal fondo al 5° una palla insidiosa, oscenamente offerta di sponda, infatti, da Eduard Mudrik sul piede a Jesus Pereda, che per l'emozione di cotanto regalo sparò di fretta una bordata tremenda anziché cercare una soluzione più ponderata. A mettere subito le cose in pari fu però una sbadataggine del centrale iberico Fernando Olivella, che lasciò avanzare liberamente al tiro il manzo sovietico Galimzyan Khusainov.

Seguì un'ora di calcio sempre più affondato nell'afosità della sera,  nella quale si persero i sovietici, privi di fantasia e dunque spenti nella risorsa atletica. Per tutta la partita avevano sofferto sulla fascia sinistra: e da là arrivò l'ennesimo cross, questa volta di Chus Pereda, all’84°. Con un bellissimo volo, il gallego Marcelino girò di testa in rete la palla matando l’attonito Jašin [HL]. Seguì l’apoteosi della squadra, del Bernabeu e dell’intera nazione. Il Franchismo esaltò propagandisticamente il gesto di Marcelino, assunto a eroe anticomunista, diffondendolo attraverso i Noticieros y Documentales (i cinegiornali dell’epoca). L'atto è tuttora celebrato in molti siti sulla Roja.

Leggi anche l'Euro storia La Coppa franchista del 1964
Vedi anche La gran victoria del fútbol español (Eupallog Calendario)

Bélgica - Unión Soviética

Belanov: il penalty letale
15 giugno 1986, Estadio Nou Camp, León
Campionato del mondo - ottavi di finale
Tabellino | Full match | Altro * | Highlights

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In quell'assolato pomeriggio Belgio e URSS diedero vita inopinatamente a una delle più appassionanti partite della storia dei Mondiali, disputandosi l'accesso ai quarti di finale.

I sovietici avevano impressionato nel girone, seppellendo di gol Ungheria e Canada e pareggiando con i campioni europei della Francia. A guidare la nazionale era il giovane Valerij Lobanovs'kyj, fresco della vittoria con la Dinamo Kiev nella Coppa delle Coppe, e fautore di un calcio totale fatto di schemi e meccanismi di gioco che sfruttavano la polivalenza atletica di una generazione di campioni: Igor Belanov, Aleksandr Zavarov, Oleh Blochin e Rinat Dasaev su tutti.

I belgi, invece, avevano disputato delle brutte partite nel girone, vincendo stentatamente solo con l'Irak, e si erano qualificati agli ottavi di finale solo in virtù della formula che prevedeva il passaggio delle quattro migliori terze. A guidarli però era ancora quel vecchio volpone di Guy Thys che già aveva disseminato le sue trappole tattiche nel Mundial spagnolo.

A León fu un grande confronto tattico, con i sovietici lanciati in transizioni velocissime sulle fasce esterne e con i belgi abili invece a crossare palloni alti in mezzo a una difesa incerta. Igor Belanov segnò una tripletta, ma non bastò. Due volte in vantaggio, due volte i sovietici furono ripresi. Ai supplementari duplice affondo belga cui i sovietici non furono capaci di replicare se non su rigore.

Unione Sovietica - Italia

Viktor Kolotov e Giacinto
8 giugno 1975, Lenin Central Stadium, Moscow
Friendly match
Tabellino | Full match (LQ) | Highlights

L'Unione Sovietica, affidata da due mesi a Valeriy Lobanovskyi, schierò in quest'occasione un XI composto da soli pedatori della Dinamo Kiev. Anche Stefan Reshko, subentrato a Vermeeev nel secondo tempo, militava nella squadra ucraina. Tra gli azzurri, esordio di Beppe Savoldi e di Salvatore Esposito, mai più convocato da Bernardini né da Bearzot.

Unione Sovietica - Ungheria

26 settembre 1954, Dinamo Stadium, Moscow
Amichevole internazionale
Tabellino | Video (MLSZ)

URSS - Germania Ovest

21 agosto 1955, Dinamo Stadium, Moscow
Amichevole internazionale
Tabellino | Sintesi [64:29] | Highlights

España - Unión Soviética

Julio Salinas Fernández: esordio con gol
22 gennaio 1986, Estadio Insular, Las Palmas
Amichevole internazionale
Tabellino | Full match | Highlights