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UC Sampdoria - AC Milan

Aleksey Mikhaylichenko ha appena insaccato
10 ottobre 1990, Stadio 'Luigi Ferraris', Genova
Supercoppa europea - andata
Tabellino | Full match | Highlights

FC Barcelona - UC Sampdoria

10 maggio 1989, Wankdorfstadion, Bern
Coppa delle coppe - finale
Tabellino | Full match | Highlights

UC Sampdoria - RSC Anderlecht

Vialli e Vervoort
9 maggio 1990, Nya Ullevi, Göteborg
Coppa delle coppe - finale
Tabellino | Full match | Highlights

AS de Monaco FC - UC Sampdoria

4 aprile 1990, Stade Louis II, Monaco
Coppa delle coppe - semifinali (andata)
Tabellino | Full match | Highlights

Sotto gli occhi del Diego

Schegge 
Maestosità del Mancio
18 novembre 1990, Stadio San Paolo, Napoli
Video | La partita

RM: "Al San Paolo sono legatissimo: qui ho segnato il mio gol più bello: i tifosi del Napoli applaudirono. Nel tempio di Maradona, fu il massimo".

FC Barcelona - UC Sampdoria

Le finali di Coppa dei campioni

20 maggio 1992, Empire Stadium, Wembley
Tabellino | Full matchAltro | Highlights


- Riepilogo UEFA
- Storie di calcio
- The Guardian
- Repubblica (vent'anni dopo)
- Mundo Deportivo
- Up and down by TheWildBunch22


Gianfranco Teotino, A mani vuote ("Corriere della Sera", 21 maggio 1992)

"Fa sempre male perdere una Coppa dei campioni a nove minuti dalla fine e dopo una battaglia di due ore, stupenda per cornice di pubblico, intensità agonistica e a sprazzi anche per la qualità del gioco. Ma perderla contro una squadra come quella di Cruyff, che sino all'ultimo respiro ha onorato il calcio, lo spettacolo e la voglia di vincere, fa un po' meno male. Il Barcellona ha saputo battere anche la "maledizione" che tanto temeva. Aveva perso per colpa di quattro pali e di quattro rigori sbagliati le sue due precedenti finali di Coppa dei campioni e qualche catalano ha temuto che la beffa si ripetesse quando il pallone di Stoichkov si è infranto contro il palo. Ma anche la Sampdoria, con Vialli e grazie al meraviglioso Lombardo, ha avuto le sue brave occasioni e la sua brava sfortuna. 
E' andata male, applausi alla Samp. In fondo ha perso contro una squadra che da ieri sera si è issata con Juventus e Ajax Amsterdam sul podio d' Europa: sono le uniche società che hanno vinto tutte e tre le Coppe europee. 
La fisionomia della partita è stata quella attesa: il Barcellona a condurre le danze, a cercare il successo sfruttando ogni zona del campo, e la Samp a chiudere gli spazi per tentare di far scattare il contropiede. Un copione seguito fino all'ultimo: anche nei tempi supplementari il Barcellona ha cercato il gol costruendo, la Samp distruggendo. Alla fine ha pagato il gioco offensivo, che purtroppo quest'anno in Europa le squadre italiane hanno saputo praticare poco. Per la prima volta dal 1989, la stagione si conclude senza neppure un nostro successo in Coppa e tutte le nostre formazioni sono state eliminate per non essere riuscite a vincere le partite da vincere: e cioè quelle in casa o quelle dirette come questa finale. Un campanello d'allarme per Sacchi che sa di poter contare nel viaggio verso Usa '94 su un parco giocatori di tutto rispetto (anche a livello giovanile) ma che si è accorto nel suo recente giro d'Europa che altrove c'è gente magari meno brava ma spesso capace di giocare meglio. 
E' finita così, con qualche rimpianto, una fantastica avventura. La piccola grande società più giovane d'Italia (ha meno di mezzo secolo di vita) ha trascorso un quinquennio meraviglioso: uno scudetto, due Coppe Italia, una Coppa delle coppe, una Supercoppa italiana, una finale di Coppa dei campioni e una finale di Coppa delle coppe. Un bottino esaltante e forse irripetibile se si considera che la Samp usufruisce di un bacino d'utenza molto ridotto rispetto alle altre grandi e che la società ha scelto di non darsi strutture adeguate al suo nuovo ruolo. Ma è proprio questa precarietà di fondo a preoccupare per il futuro. La bellezza del calcio, si sa, sta proprio nel fatto che più spesso che nella vita Davide riesce ad abbattere Golia. Ma i Davide cambiano e i Golia sono sempre quelli. Difficilmente ora la famiglia blucerchiata riuscirà a trovare un posto fisso fra i giganti. Il modello "famiglia" ha retto anche più a lungo del previsto, sostenuto dalla passione del patriarca Mantovani e dalla forza e dall'estro dei "gioielli" Vialli e Mancini. Ma nel calcio degli anni Novanta le famiglie non bastano a reggere le concorrenze delle holding del pallone. E nella vita degli anni Novanta spesso accade che le famiglie si sfascino. 
Questi sono i pericoli che corre oggi la Samp. Salvo miracoli, la squadra domenica si troverà fuori dalle prossime Coppe europee. Salvo miracoli, Vialli se ne andrà. La posizione di Eriksson, da luglio successore di Boskov in panchina, è davvero poco invidiabile. Che cosa succederà da oggi è un mistero. Che cosa è successo fino a ieri è comunque una dolce e incancellabile realtà: la Samp è stata per cinque anni all'altezza delle regine d'Europa ed è arrivata a un passo dal trionfo più bello. L'ha mancato, non è un dramma. Complimenti al Barcellona e viva la Samp".