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Chelsea FC - Leeds United FC

29 aprile 1970, Old Trafford, Manchester
FA Cup - finale (ripetizione)
Tabellino | Full match | Highlights

Chelsea FC - VfB Stuttgart

The match-winner
13 maggio 1998, Råsunda Fotbollsstadion, Solna
Coppa delle coppe - finale
Tabellino | Full match * | Sintesi [21:44] | Highlights

* Registrazione (gratuita) obbligatoria

Vicenza Calcio - Chelsea FC

2 aprile 1998, Stadio Romeo Menti, Vicenza
Coppa delle coppe - semifinali (andata)
Tabellino | Full match | Highlights

Everton FC - Chelsea FC

Diego Costa furoreggia
anche al Goodison Park
30 agosto 2014, Goodison Park, Liverpool
Premier League - 3a giornata
Tabellino | Highlights
Cronaca | Il commento di Mourinho


Mastro Gioânn ci avrebbe ricordato nuovamente: "Un equivoco di sapore qualunquista ha convinto molta gente che il calcio sia bello quando le segnature abbondano. Nulla di più falso. Il calcio è bello quando viene giocato bene, seguendo schemi il più possibile definiti ma di volta in volta variati secondo abilità e fantasia. Se le segnature sono numerose, evidentemente non giocano bene i difensori, e ne terrà conto nel suo giudizio tecnico lo spettatore informato e competente".

Vero, verissimo. Ma Everton-Chelsea 3:6 è stata una bellissima partita, di quelle che fanno della Premier League lo spettacolo che tutto il mondo apprezza come la NBA. Schemi appropriati, ritmo, fantasia, prodezze individuali, chicche tecniche, e ovviamente errori, svarioni e buchi difensivi. Di diritto in Cineteca.

Chelsea FC - Real Madrid CF

28 agosto 1998, Stade Louis-II, Monaco
Supercoppa europea (gara unica)
Tabellino | Full match | Highlights

Chelsea FC - Real Madrid CF

21 maggio 1971, Georgios Karaiskakis Stadium, Pireo
Coppa delle coppe - finale (ripetizione)
Tabellino | Full match | Highlights [9 min circa] | Altri

Vedi anche Ole! Ole! Chelsea (Eupallog Calendario)

Manchester United FC - Chelsea FC

Le finali di UEFA Champions League

21 maggio 2008, Luzhniki Stadium, Moscow

The Guardian (Gallery)
La pensierosa rincorsa di John Terry (Eupallog Calendario)

Roberto De Ponti, EuroManchester ("Corriere della Sera, 22 maggio 2008)

Perdere ai rigori una finale di Champions è crudele, perderla dopo averla già praticamente vinta lo è ancora di più. Perderla come l'ha persa il Chelsea è un'autentica tortura. Nella Champions glamour del Manchester United non c'è spazio per The Average Man, l'uomo medio, Avram Grant, ovvero l'allenatore più stropicciato d'Europa: per la seconda volta in poche settimane i Blues si fermano a un passo dal traguardo, ma questa volta dopo essere stati lì lì per raggiungerlo. Il rigore del capitano coraggioso e sfortunato Terry si è stampato sul palo, il terzo della serata per il Chelsea, quando i giocatori stavano per festeggiare il trionfo a sorpresa. Lacrime amare, quelle di Terry, lacrime di gioia invece quelle di Cristiano Ronaldo, al quale le manone di Van der Sar hanno impedito di diventare l'uomo che aveva condannato il Manchester United alla sconfitta, facendosi parare la conclusione dal dischetto. Ma al ragazzo, baciato dal dio del pallone, le cose non possono che andare bene. 
C'è qualcosa di epico, nel terzo successo continentale del Manchester, il double dopo il trionfo in Premier League, una vittoria che arriva a 50 anni dalla tragedia di Monaco quando in fondo a una pista si interruppe il sogno dei Busby Babes. C'è qualcosa di epico anche nel modo in cui ha vinto, dopo 128 minuti di battaglia, su un campo che con il passare dei minuti è diventato una gigantesca pozzanghera, con risse in campo, un espulso (Drogba, per uno schiaffo a Vidic), otto ammoniti, Scholes uscito con il volto insanguinato e la metà dei giocatori colpita da crampi. Eppure la squadra di Ferguson ha rischiato grosso. È stato bello solo per un tempo, il primo, a immagine e somiglianza della sua icona metrosexual, il Cristiano Ronaldo faccia da schiaffi e talento infinito. L'uomo in più dei Red Devils ha messo subito il proprio sigillo sulla finale segnando il gol numero 42 della sua fantastica stagione. È il minuto numero 26 quando da un dai e vai cestistico (il primo passaggio in effetti è una rimessa laterale) Brown-Scholes-Brown, nasce il cross dell'1-0: il pallone dalla destra è perfetto per la testa dell'attaccante più glamour del circondario, lasciato però colpevolmente libero da Essien. Il gol sembra essere solo l'inizio della cavalcata. Eppure. 
Il Chelsea, che fino a quel momento solo una volta si era affacciato dalle parti di Van der Sar, volta la carta e pesca il jolly: Essien si affranca per una volta da Ronaldo e dalla tre quarti scocca un tiro che carambola prima sul piede di Vidic poi sulla schiena di Ferdinand, trasformandosi in assist per Lampard. Il numero 8 segna e dedica il gol alla mamma, scomparsa tre giorni prima della semifinale vinta con il Liverpool. E da questa rete, comincia una nuova finale. L'1-1 ha il potere di togliere ai Blues tutte le timidezze e le paure di una finale da debuttanti. Non è un caso se quello che rientra in campo è un altro Chelsea, capace anche di schiacciare per lunghi minuti nella propria area il Manchester. Incapace però di concretizzare la superiorità territoriale, sia nel secondo tempo sia nei supplementari, più per sfortuna che per demeriti: il palo colpito da Drogba è ancora lì che trema, la traversa presa da Lampard ha visto Van der Sar in preghiera, lontano metri e metri da un pallone imprendibile. Col senno di poi, sono segni del destino. C'è chi è bello, bravo e fortunato: Cristiano Ronaldo e il suo Manchester fanno parte della categoria, Avram Grant e il suo Chelsea no.


Captain Ahab

Schegge 
La testa di Didier
19 maggio 2012, Allianz Arena, München
Finale di Champions League, FC Bayern München - Chelsea FC 
Video

"Per vincere una finale di Champions - la cima Coppi del calcio dei club - oltre al gioco, ai campioni e alla fortuna occorre quel quid di esperienza che ti mantenga freddo in mezzo ai marosi. Nel 2012 il Bayern, certamente più forte del Chelsea, la perse perché Drogba non mollò mai il timone, e al culmine della tempesta indirizzò il suo unico arpione nella sagoma del Moby Dick bavarese" (Paolo Condò)

FC Bayern München - Chelsea FC

Le finali di UEFA Champions League

19 maggio 2012, Fußball Arena, München
Tabellino | Full match | Highlights

- UEFA
- Gazzetta dello Sport
- BBC
- The Guardian
- Daily Mail
- Der Spiegel
- I ricordi di David Luiz ...
- Tuttosport
- SB Nation

Gianni Mura, La difesa al potere ("La Repubblica", 20 maggio 2012)

Il Bayern butta via la Coppa, non una ma tre volte. Il Chelsea ringrazia, ha il merito di non essere crollato sotto i colpi dopo un catenaccione d'altri tempi. Per ottanta minuti è stata una delle finali più brutte che ricordi. Di peggio, solo quella del '91 a Bari tra Stella Rossa e Marsiglia. Anche quella finita ai rigori. Il Bayern giocava in casa, era favorito, ha giocato quasi sempre in attacco, male ma in attacco. Gli sono mancati i due esterni, Ribery e soprattutto Robben che non ne ha indovinata una. 
E' la prima volta che una squadra di Londra vince la Champions, e questo, forse, farà ricredere Abramovich sul cambio di panchina. Di Matteo, più di così non poteva fare. Gli mancavano quattro titolari di peso, tre invece al Bayern, ma se ne sono accorti in pochi. Col solo Drogba di punta, e tutti gli altri a fare mucchio tra difesa e centrocampo, il Chelsea ha aspettato che si esaurisse l'onda d'urto degli avversari. Che si sono subito caricati in spalla il peso di fare la partita, ma raramente sono stati pericolosi. Gli rimane un dato di 20-1 per quanto riguarda i calci d'angolo. E quell'unico, per il Chelsea, è stato decisivo, perché Drogba, con una incornata, ha rimesso le cose a posto. Sul gol Neuer ha sonnecchiato, come del resto, cinque minuti prima, Cech sul colpo di testa ravvicinato di Muller. E' probabile che con le due spagnole si sarebbe vista una finale migliore. D'altra parte, nel calcio chi va avanti ha ragione. E, come era stato decisivo dagli undici metri al Bernabeu, Schweinsteiger stavolta lo è stato in negativo, colpendo il palo. Anche ai rigori il Bayern era partito bene, con una parata di Neuer sul primo tiratore del Chelsea, Mata. Ma nemmeno questo è servito. 
Si direbbe che il fattore campo abbia condizionato il Bayern e esaltato il Chelsea. E' stata una partita molto abbottonata, la sua, ma anche molto attenta. Attenzione che sarebbe servita poco, se solo quelli del Bayern avessero avuto una mira decente. Robben ha più volte evocato quelli che all'oratorio portavano il pallone: avevano il diritto di tirare tutte le punizioni, tutti i calci d'angolo e gli eventuali rigori. Ha tirato male le punizioni, i calci d'angolo e anche il rigore. Era forse, con Gomez, l'avversario più temuto da Di Matteo. Gomez ha avuto una palla gol e l'ha tirata altissima. Robben nell'unica conclusione decente ha trovato un piede di Cech con deviazione sulla parte alta della traversa. Messo così, il Bayern non poteva andare molto lontano.



El Iniestazo!

Schegge
Il gol di Iniesta contro il Chelsea al 93°
6 maggio 2009, Stamford Bridge, London
Semifinale di ritorno della Champions League 2009
Video | Audio

Chelsea FC - Manchester United FC

Ultima immagine di Bobby Charlton
con la maglia dei Red Devils
28 aprile 1973, Stamford Bridge, London
Division One
Tabellino | Sintesi: part 1 - part 2

Stoke City FC - Chelsea FC

4 marzo 1972, Empire Stadium, Wembley
Football League Cup (finale)
Tabellino e storia | Sintesi [48:28] | Altra [36:07] | Highlights

AC Milan - Chelsea FC

Giuliano Fortunato, autore
dell'unico gol rossonero
2 marzo 1966, San Siro, Milano
Coppa delle fiere - ottavi di finale (gara di spareggio)
Tabellino | Full match (senza tempi supplementari): part 1 - part 2

Touch of magic

Schegge
16 gennaio 2002, Stamford Bridge, London
Il tacco di Zola

Dura stagione per Gianfranco Zola al Chelsea. Spesso in panchina, a far chiacchiere con Claudio Ranieri. Pochi gol. I turni iniziali della FA Cup sono occasioni buone per tornare sul campo, e inventare qualcosa. E lui inventa. "He is a wizard, and the wizard must try", disse il coach.

Tottenham Hotspur FC - Chelsea FC

20 maggio 1967, Empire Stadium, Wembley
FA Cup - finale
Tabellino | Sintesi [49:05] | Video (British Pathé)