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Germany - Croatia

L'inutile pareggio di Davor
23 giugno 1996, Old Trafford, Manchester
Campionato europeo - quarti di finale
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Croatia - Portugal

João Pinto
19 giugno 1996, City Ground, Nottingham
Campionato europeo - gruppo D
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Denmark - Croatia

Šuker a testa bassa
16 giugno 1996, Hillsborough, Sheffield
Campionato europeo - gruppo D
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Turkey - Croatia

Goran Vlaović
11 giugno 1996, City Ground, Nottingham
Campionato europeo - gruppo D
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Croatie - Pays-Bas

Sguardo alto, palla al piede: 
già a 22 anni
11 luglio 1998, Parc des Princes, Paris
Campionato del mondo - finale per il 3° posto
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Di Croazia - Olanda, finalina dei Mondiali 1998 al Parc des Princes (tributo alla centralizzazione), non conta ripercorrere la trama: finì meritatamente 2:1.

Qui la ricordiamo per almeno tre altri motivi: i croati, quasi increduli di aver disputato un mondiale così strepitoso al debutto, dopo tremendi anni di guerra, festeggiarono sul campo come se avessero vinto la coppa; Davor Šuker fu soprannominato "Sukerman" per aver conquistato il titolo di capocannoniere del torneo con sei reti in sette partite; l'Olanda, pur delusa assai, riassaporò comunque una finale dopo vent'anni.

France - Croatie

L'incredibile Lilian
8 luglio 1998, Stade de France, Saint-Denis
Campionato del mondo - semifinali
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La Croazia disputò la sua prima semifinale mondiale, contro la Francia, nel 1998. La pressione emotiva e ambientale fu tutta sui padroni di casa, che oltre tutto venivano da due brutte partite contro Paraguay e Italia risolte in extremis e con fortuna. Gli slavi avevano invece compiuto un percorso in crescendo eliminando la Germania.

Nel primo tempo il palleggio croato ipnotizzò i francesi, e dopo tanto toreare Davor Šuker infilzò Barthez a inizio ripresa. Nel gelo generale fu Lilian Thuram a rubare subito la palla a Zvonimir Boban, a scambiarla con Youri Djorkaeff e a rimettere in parità la partita dopo 60 secondi. La France sciolse la tensione e cominciò a giocare. Alla metà del primo tempo il centrale del Parma, che in nazionale si adattava a giocare sulla destra, segnò il suo secondo gol (gli unici, proprio in quella sera fondamentale, su 142 partite complessive) con un poderoso quanto inusuale sinistro: "Je n'y comprends rien. Même à l'entrainement, je ne marque pas!", le sue parole incredule, ancora a caldo.

Il successivo bunker dei Bleus portò a casa l'agognata finale anche in dieci, per l'espulsione di Laurent Blanc, che così si pregiudicò la partita più importante della sua vita.

Croatie - Allemagne

Davor Šuker e Lothar Matthäus
4 luglio 1998, Stade de Gerland, Lyon
Campionato del mondo - quarti di finale
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In Francia, la Nationalmannschaft giocò uno dei suoi non molti Mondiali opachi. La squadra era anziana perché reduce dal titolo europeo del 1996. Senza acuti e senza infamie era arrivata ai quarti smaltendo Messico (agli ottavi), USA e Iran e pareggiando con la Jugoslavia. Il 4 luglio 1998 si giocò l'accesso alle semifinali con la Croazia, più giovane e affamata. Gli slavi erano al debutto e mostrarono il loro orgoglio di ritrovata nazione: l'XI era di qualità, con due campioni come Davor Šuker e Zvonimir Boban.

Il primo tempo fu sonnacchioso, ma nella ripresa, grazie anche al vantaggio di un uomo in più per l'espulsione di Christian Wörns, i croati dilagarono senza possibilità d'appello. Per una generazione tedesca era il capolinea. Quella sera Lothar Matthäus giocò la sua 25esima e ultima partita dei cinque mondiali disputati: un doppio record memorabile.

Roumanie - Croatie

Numeri dieci:
Gheorghe Hagi e Zvonimir Boban
30 giugno 1998, Stade Lescure, Bordeaux
Campionato del mondo - ottavi di finale
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Croatie - Argentine

La gioia di Mauricio Pineda
26 giugno 1998, Stade Lescure, Bordeaux
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo H)
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Croatia - Mexico

Adios, Croatia
23 giugno 2014, Arena Pernambuco, Recife
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo A)
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Kroatien - Australien

Colorare Stoccarda
22 giugno 2006, Gottlieb-Daimler-Stadion, Stuttgart
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo F)
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Japon - Croatie

Non irresistibile ma efficace,

il sinistro di Davor Šuker
20 giugno 1998, Stade de la Beaujoire, Nantes
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo H)
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Japan - Kroatien

Name the players!
18 giugno 2006, Frankenstadion, Nürnberg
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo F)
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Croazia - Spagna

Jesús Navas corona l'utopia tattica spagnola:
il pallone va accompagnato in porta
18 giugno 2012, Arena Gdansk, Gdansk
Campionato europeo - fase a gironi  (gruppo C)
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Cameroon - Croatia

Ivica Olić
18 giugno 2014, Arena Amazonia, Manaus
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo A)
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Jamaïque - Croatie

14 giugno 1998, Stade Félix-Bollaert, Lens
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo H)
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Italia - Croazia

Giorgio Chiellini usa le mani
su Nikica Jelavić
14 giugno 2012, Stadion Miejski, Poznan
Campionato europeo - fase a gironi  (gruppo C)
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Analisi tattica 

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Ecuador - Croatia

Alen Bokšić
13 giugno 2002, International Stadium Yokohama, Yokohama
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo G)
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Brasilien - Kroatien

Tudor e Ronaldo
13 giugno 2006, Olympiastadion, Berlin
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo F)
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Carlos Alberto Parreira, ancora lui, fu richiamato alla guida della Seleçao ai Mondiali 2006. Ad affiancarlo Mário Zagallo. Due santoni, plurititolati. La rosa era buona, ma non come quella di quattro anni prima: soprattutto i due attaccanti centrali, Ronaldo e Adriano avevano perso agilità; anche Ronaldinho mostrava i segni della vita notturna; l'unico estro era dato da Kakà. Parreira cercò equilibrio tattico disponendo un 4-4-2 in fase di non possesso, che si dispiegava in un fronte d'attacco a 4, recuperata palla.

Nella partita d'esordio contro la Croazia il Brasile non destò una grande impressione. Ma bastò un guizzo di Kakà per risolvere la pratica e mettere la strada del girone in discesa.

Brazil - Croatia

Muscoli vs fosforo, corsa vs palleggio
Paulinho vs Ivan Rakitic
12 giugno 2014, Arena Corinthians, Sao Paulo
Campionato del mondo - fase a gironi (gruppo A)
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Nella partita inaugurale del Mondiale di casa, il Brasile fatica più del previsto ad avere ragione di una indomita Croazia. Emotiva e di cuore la prestazione dei verde-oro, schiacciati dalla tensione ambientale nella prima mezz'ora di paralisi agonistica. Tenace e di testa la bella prestazione croata, che non spreca un pallone che sia uno.

Vanno in vantaggio i Vatreni con un autogol sfortunato di Marcelo. Poi sale in cattedra il sovrastimato arbitro nipponico Yuichi Nishimura che non giudica da espulsione una gomitata in faccia a Modric di Neymar. Il quale, come vuole consuetudine, segna subito con un angolato quanto fortunato tiro che Pletikosa vede in ritardo. Ma l'errore grave è a metà ripresa quando il refero abbocca al tuffo di Fred e concede un rigore che Neymar rischia di farsi parare.

È la classica partita il cui tabellino è solo ingannevole. Non meritava di perdere la Croazia, ricca di grande talento a centrocampo, Rakitic su tutti, autore di una grande partita. Il Brasile appare slegato, affidato ai singoli, Neymar in testa, vero giovane trascinatore di una Seleçao che non convince. Ma vince. Ed è ciò che conta in un torneo di sette partite.

Vedi anche:
- La presentazione della vigilia (Eupallog f)
- Non è stato un brutto Brasile ... (Eupallog Kaffeehaus)
- Jonathan Wilson, Neymar makes his mark but like Brazil fails to convince against Croatia ("The Guardian")
- "Zonal Marking"
- Infografica ("Huffington Post")