Real Madrid CF - FK Partizan Beograd

Le finali di Coppa dei campioni

11 maggio 1966, Stade du Heysel, Brussels
Coppa dei Campioni - finale
Tabellino | Full match | Highlights [4:19]

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Dal resoconto (spassoso) di Vittorio Pozzo (La Stampa, 12 maggio 1966)
"Il Real Madrid ha trovato modo, con la sua squadra giovane e alquanto inesperta, di vincere, malgrado tutto, anche questa edizione della Coppa dei Campioni. Diciamo appositamente 'malgrado tutto', perché le circostanze si sono schierate tutte o quasi tutte contro i madrileni, nella circostanza. I loro avversari, i jugoslavi, hanno giocato come se fossero sul loro terreno e in casa propria. Il pubblico — contrariamente a quanto si sperava — non aveva dimenticato i fatti che portano il nome dell'Anderlecht a Madrid nei quarti di finale del torneo, e si è schierato in blocco a favore dei jugoslavi, per dichiararsi contrario agli spagnoli. Per tutta la partita si è udito un concerto unico di urla e di fischi a favore del Partizan e in opposizione ai madrileni. Vi erano circa 55 mila persone sul campo, e tutto il primo tempo della partita si è svolto alla luce naturale. Con la conseguenza che quando le due squadre sono ricomparse in campo alla ripresa per una mezz'ora circa la luce è stata pessima. Equivalendo essa a quella che gli automobilisti definiscono come la più pericolosa che esista durante tutta la giornata, non trattandosi cioè né di luce naturale né di luce artificiale ... 
Il primo tempo si è chiuso meritatamente senza segnatura alcuna. Quando le squadre si sono ripresentate in campo dopo il riposo dì metà tempo, le luci già si erano accese. I primi a segnare erano gli uomini del Partizan. Tra il 10° e l'11° minuto il Partizan fruiva di un calcio d'angolo sulla sinistra: eseguiva questa punizione l'ala sinistra Pirmaier: un lungo tiro che andava a finire dalla parte opposta del campo. S'incaricava di rimandare la palla verso il centro, e cioè in pieno nell'area di rigore, il noto Galic, noto anche in Italia per la espulsione ch'egli aveva subito nei Giochi Olimpici di Roma. Il rimando veniva ripreso dal mediano Vasovic che si era portato in avanti, il quale di testa spediva irresistibilmente in rete. Quello che succedeva in campo subito dopo, non doveva essere che il preludio di quanto sarebbe avvenuto in seguito. Tutta una folla di sostenitori della squadra jugoslava si precipitava irresistibilmente in campo per portare in trionfo i propri giocatori. Ci voleva del bello e del buono perché la polizia, con l'arbitro e i guardalinee, potesse rimandare al loro posto questi sostenitori. La squadra spagnola però non si emozionava gran che per l'insuccesso subito. Essa prendeva ad attaccare con una costanza e con un tipo di gioco che non potevano non destare ammirazione ... 
Amancio, con una calma ammirevole, batteva uno dei terzini jugoslavi e sorpassava anche il portiere Soskic il quale gli era uscito precipitosamente contro. Questa rete del pareggio diventava quindi inevitabile. Avveniva allora, per la seconda volta, un'invasione dei campo, ma in senso tutto contrario a quello della prima. Erano circa un centinaio di spagnoli che entravano nel rettangolo di gioco per osannare e portare in trionfo i propri giocatori. Anche questa volta ci voleva parecchio tempo prima che il campo venisse sgomberato. Ma sei minuti dopo la rete del pareggio degli spagnoli, giungeva quella della vittoria, al 31'. Questa volta era il mediano Zoco che serviva l'ala destra Serena, la quale si era portata verso il centro del campo. Da ben lontano, da circa venti metri, prima cioè di mettere i piedi nell'area di rigore avversaria, Serena faceva partire un'autentica cannonata. La palla filava alta sotto la sbarra trasversale della porta dei jugoslavi, e il portiere Soskic si allungava tutto ed arrivava a sfiorare la sfera con la mano, ma non poteva impedirle di penetrare in rete. Nuova invasione del campo da parte dei sostenitori del Real Madrid. Più numerosa e più nutrita questa volta, con la conseguenza che ci volevano parecchi minuti prima che gli interessati potessero essere cacciati fuori dal rettangolo. Molto lodevolmente gli spagnoli invece di chiudersi strettamente in difesa, com'è la moda al momento attuale, come non contenti ancora del successo ottenuto continuavano ad attaccare. Il che non impediva ai jugoslavi di portare una furiosa offensiva che durava per qualche minuto. Verso il termine, i madrileni ritornavano comunque ad attaccare, ed il finale della partita prendeva un andamento piuttosto burrascoso. Amancio veniva atterrato in area di rigore in modo da meritarsi la massima punizione. Si giungeva cosi, secondo l'orologio piazzato ben alto e ben visibile al centro dei posti popolari del campo, al minuto esatto in cui doveva terminare il gioco. L'arbitro emetteva un fischio per uno dei tanti falli che venivano commessi nella circostanza. Il pubblico scambiava questo fischio per il segnale di chiusura dell'incontro, ed un migliaio circa dì sostenitori della squadra spagnola si precipitavano in campo con bandiere e stendardi per festeggiare la vittoria. L'arbitro spiegava l'equivoco: si riprendeva e finalmente la gara giungeva al termine regolamentare. Al termine della partita la manifestazione più volte rinviata da parte dei sostenitori del Real Madrid poteva finalmente aver luogo, ed era una autentica sarabanda".